Editoriali
Un’Oasi di pace e tranquillità a due passi da Cagliari
Frastuono, stress e ansia sono cose a cui tutti noi ormai siamo abituati e con le quali conviviamo in ogni momento della nostra giornata, abitudini che ci portano sempre più ad allontanare da noi l’antica percezione della natura come essere vivo e sacro e a sostituirle con relazioni di tipo utilitaristico, senza pensare quanto, riappropriarci anche solo per qualche ora del nostro rapporto con la natura, possa rigenerarci.
Una Passillara a Su Stani
“Uccelli mai veduti, con ali iridate, si sollevarono dallo stagno, come sgorgassero dall’acqua, e disegnarono sul cielo una specie di arcobaleno: forse un miraggio .…a lei parve lieto auspicio”
Così descrive i fenicotteri Cosima di Grazia Deledda appena giunta alla stazione ferroviaria di Cagliari.
Come Cosima anche noi ogni giorno passiamo accanto alla laguna ma non abbiamo il tempo né l’attenzione giusta per scorgere is Mangonis con i loro bellissimi colori rosa, il gabbiano reale che volteggia alla ricerca di un lauto pasto, i neri cormorani che oziosamente passano le giornate poggiati sui pali che un tempo sorreggevano i bertuelli dei pescatori; oppure la piccola avoceta con il becco ricurvo che fruga indaffarata tra il fango o ancora il raro gabbiano roseo che ha scelto la Sardegna per nidificare.
Spesso rimaniamo incantati di fronte ai magnifici colori che Cagliari e la sua laguna assumono all’ora del tramonto, tramonto che si ripete da millenni.
All'ombra del monte Linas
L ’ampio massiccio del Linas con i suoi 280 milioni di anni può essere considerato tra i monti più antichi d’Europa e fa di questa zona la terra più antica di tutta l’isola, creando un maestoso paesaggio quasi alpino, differente dagli altri paesaggi granitici sardi.
In questa una terra di miniere, di oliveti, di agrumi, un microclima unico in Sardegna ha favorito lo sviluppo di verdi foreste millenarie, di specie vegetali endemiche (se ne contano 45, tra cui il rarissimo Helichrysum meontelinasanum) di torrenti e cascate selvagge, ha creato l’ambiente favorevole alla diffusione del cervo sardo, dell'aquila reale e del cinghiale e delle volpi.
